UFC 332, Marvin Vettori sconfitto, ora il futuro in UFC è a rischio
Marvin Vettori perde contro Ismail Naurdiev a UFC 332 per decisione unanime. Bene lo striking, ma resta il dubbio sul mancato utilizzo del wrestling
Marvin Vettori perde ancora. A UFC 332, l’italiano è stato battuto da Ismail Naurdiev per decisione unanime, con tre cartellini identici da 29-28. Una sconfitta che pesa non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il momento della carriera dell’ex sfidante al titolo dei pesi medi.
Per Vettori è infatti un’altra battuta d’arresto all’interno di una striscia negativa che ormai non può più essere considerata un semplice passaggio a vuoto. E dopo l’ennesimo ko sul piano dei risultati, anche la sua posizione in UFC rischia inevitabilmente di diventare un tema.
La prestazione, va detto, è stata migliore rispetto ad altre recenti uscite. Marvin è apparso più efficace nello striking, ha avuto buoni momenti e soprattutto nel secondo round ha mostrato ancora una volta la sua incredibile capacità di incassare e reagire. Ma resta anche un grosso interrogativo tattico: perché utilizzare così poco il wrestling, soprattutto quando nelle fasi di lotta Vettori sembrava avere qualcosa in più?
Un Vettori migliore in piedi, ma Naurdiev parte forte
Naurdiev ha impostato il match sulla distanza, lavorando con i calci e sfruttando una maggiore rapidità negli spostamenti. Vettori ha faticato inizialmente a trovare il ritmo, soprattutto nel primo round, ma con il passare dei minuti è riuscito a entrare maggiormente nel combattimento.
E rispetto ad altre recenti prestazioni, la differenza nello striking si è vista.
Marvin è apparso meno rigido, più disposto a costruire le proprie combinazioni e meno prevedibile nell’avanzamento. Non sempre è riuscito a trovare Naurdiev con continuità, ma lo scambio in piedi non è stato quel terreno proibitivo che qualcuno avrebbe potuto immaginare alla vigilia.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più particolari del match: Vettori stava facendo discretamente bene nello striking. Forse persino abbastanza bene da convincere il suo angolo a continuare su quella strada.
Il problema è che poteva esserci un’alternativa ancora più efficace.

Nel secondo round torna il “mento d’acciaio”
Il momento più duro per Vettori arriva nella seconda ripresa.
Naurdiev lo centra pesantemente dietro l’orecchio e Marvin accusa chiaramente il colpo. Per qualche istante sembra in seria difficoltà, con l’avversario pronto ad approfittarne.
Poi succede quello che nella carriera di Vettori abbiamo visto tante volte.
Rimane in piedi.
Recupera, riprende lucidità e poco dopo torna lui stesso a mettere pressione. Non si limita a sopravvivere al momento peggiore del match, ma riesce a reagire e a costruire un ottimo round.
È l’ennesima dimostrazione di quello che negli anni è diventato quasi un marchio di fabbrica dell’italiano: un mento fuori dal comune.
Vettori ha assorbito colpi che avrebbero potuto chiudere la serata di molti altri fighter e ha continuato ad avanzare. Nel secondo round si è visto probabilmente il Marvin migliore della notte: ferito, ma ancora aggressivo e perfettamente dentro al combattimento.

Il dubbio sul wrestling
Ed è proprio osservando i momenti migliori di Vettori che rimane difficile ignorare il discorso wrestling.
Marvin ha passato gran parte dell’incontro cercando Naurdiev in piedi. Una scelta non completamente sbagliata, considerando che lo striking stava funzionando meglio rispetto ad altri match, ma che alla fine non ha prodotto il risultato necessario.
Nelle poche situazioni in cui il combattimento è diventato più fisico, invece, Vettori ha lasciato la sensazione di poter mettere maggiormente in difficoltà il suo avversario.
Da qui una delle critiche più diffuse dopo il match: perché non cercare più spesso la lotta?
Il wrestling è sempre stato una componente importante del gioco di Vettori. Pressione contro la gabbia, clinch, takedown e controllo sono strumenti che in passato gli hanno permesso di togliere ritmo ad avversari tecnicamente molto pericolosi.
Non significa che portando Naurdiev a terra avrebbe automaticamente vinto. Ma considerando l’andamento della sfida, sorprende che questa soluzione non sia stata cercata con maggiore insistenza.
Soprattutto perché nelle fasi di lotta Marvin sembrava poter imporre una fisicità diversa.

Anche l’angolo gli chiedeva di continuare con lo striking
Il punto diventa ancora più interessante ascoltando le indicazioni ricevute da Vettori durante il combattimento.
Dall’angolo è arrivato più volte l’invito a continuare a lavorare in piedi. Una scelta comprensibile, almeno in parte: Marvin stava colpendo, non era completamente fuori misura e rispetto alle ultime apparizioni mostrava uno striking decisamente più convincente.
Ma a posteriori resta il dubbio.
Avere successo in alcuni scambi non significa necessariamente dover trasformare tutto il match in un incontro di kickboxing. Alternare maggiormente i livelli, costringendo Naurdiev a preoccuparsi anche del takedown, avrebbe potuto cambiare completamente la dinamica.
Un fighter che deve difendere la lotta difficilmente può calciare e muoversi con la stessa libertà.
Vettori, invece, ha continuato per lunghi tratti a giocare proprio sul terreno sul quale Naurdiev poteva esprimere meglio velocità e varietà.
La situazione di Vettori in UFC adesso è delicatissima
Al di là delle considerazioni tecniche, però, dopo UFC 332 c’è un problema ancora più grande.
Il futuro.
Vettori viene da una serie di sconfitte che per qualsiasi fighter UFC rappresenterebbe un campanello d’allarme enorme. Il suo passato ai vertici della categoria, il nome costruito negli anni e l’essere stato uno sfidante al titolo hanno sicuramente un peso, ma il margine di sicurezza si è ormai ridotto drasticamente.
Dopo cinque sconfitte consecutive, sarebbe difficile considerare intoccabile la sua posizione nel roster.
Questo non significa che UFC deciderà necessariamente di separarsi da Vettori, ma il rischio adesso esiste e sarebbe ingenuo ignorarlo.
La promotion ha dimostrato molte volte che il passato conta fino a un certo punto quando i risultati smettono di arrivare. E Marvin, nonostante abbia affrontato per anni alcuni dei migliori pesi medi del mondo, oggi si trova probabilmente nel momento più delicato della sua carriera.
Il prossimo passo sarà quindi fondamentale.
Se UFC dovesse concedergli un’altra opportunità, potrebbe davvero trasformarsi in un incontro da dentro o fuori.

Una prestazione migliore che però non basta più
È forse questo l’aspetto più amaro della serata. Vettori non ha combattuto male.
Anzi, per diversi aspetti si sono visti segnali migliori rispetto alle sue ultime prestazioni. Lo striking è apparso più credibile, il secondo round è stato positivo e la capacità di reagire dopo essere stato scosso è ancora quella del fighter che per anni è rimasto stabilmente nelle zone alte della divisione.
Ma arrivati a questo punto della carriera, le buone sensazioni non bastano. Servono vittorie.
Naurdiev esce da UFC 332 con un successo importante sul proprio record. Vettori, invece, esce dall’Octagon con altre domande da affrontare: sulla strategia, sul wrestling utilizzato troppo poco e soprattutto su quello che UFC deciderà di fare con lui.
Il mento d’acciaio è ancora lì. Anche il carattere non sembra essere scomparso.
Ma ora Marvin deve trovare una vittoria, perché il problema non è più soltanto tornare nelle zone alte dei pesi medi.
Il problema, dopo questa nuova sconfitta, potrebbe diventare prima di tutto restare in UFC.









